Presentazione

L’Area Tematica “Dissesto idrogeologico” è stata istituita nella riunione del Consiglio Direttivo della SIGEA del 13 novembre 2009.

Nell’accezione comune, i termini dissesto idrogeologico e rischio idrogeologico vengono usati per definire i fenomeni (generalmente frane e alluvioni) e i danni reali o potenziali causati dagli eventi meteorici estremi, sempre più frequenti nel nostro paese.

Recenti indagini indicano che 21.551,3 km2 del nostro paese (7,1% del totale) sono classificati col massimo grado di rischio idrogeologico con 13.760 km2 a rischio di frana e 7.791 km2 a rischio di inondazione, a testimonianza della “fragilità” del nostro giovane territorio.

Il gruppo di lavoro svolge la propria attività sugli aspetti di seguito sintetizzati.

1) Studio dei fenomeni

Il principale elemento di innesco dei dissesti idrogeologici è rappresentato dalle precipitazioni meteoriche, per cui è di fondamentale importanza il monitoraggio delle precipitazioni atmosferiche e del sistema idrografico superficiale, attraverso una rete di strumenti (pluviometri e idrometri) che funzionino in telemisura e che siano capillarmente distribuiti sul territorio nazionale. I dati consentono di effettuare valutazioni di carattere previsionale sulle portate di piena attese per un certo bacino idrografico nonché simulazioni numeriche di dissesti gravitativi. Inoltre i dati di dissesto archiviati ed elaborati attraverso sistemi geografici informatizzati consentono di effettuare considerazioni in merito a tipologia, distribuzione spaziale, ricorrenza e potenziale evoluzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico attesi, ottenendo carte tematiche e prodotti derivati, utili ai fini della valutazione del rischio.

2) Sviluppo sostenibile

Lo sviluppo socio-economico e demografico ha portato allo sfruttamento e all’occupazione di contesti ambientali, quali le piane alluvionali, senza tenere conto della loro naturale tendenza evolutiva. Tale sviluppo, nonostante gli indubitabili benefici apportati alla società, ha saturato e “imbrigliato” il territorio attraverso la costruzione di numerose opere, l’utilizzo di tecniche agricole produttive estensive assai poco rispettose degli equilibri idrogeologici, l’aumento della propensione al dissesto e, di conseguenza, l’incremento significativo del rischio ad esso associato.

3) Mitigazione del rischio

La normativa tende all’individuazione e alla delimitazione delle aree pericolose dal punto di vista geomorfologico e a predisporre adeguate misure di salvaguardia atte a mitigare le situazioni a rischio più elevato. Tali interventi, generalmente realizzati attraverso il ricorso a opere di ingegneria civile e idraulica, hanno lo scopo di mitigare il livello di rischio attraverso la riduzione della vulnerabilità dei soggetti a rischio attraverso la sistemazione dei versanti, la regimazione delle acque e la realizzazione di opere di difesa passiva (argini fluviali, valli o reti paramassi, etc.).

4) Pianificazione territoriale

Per la mitigazione del rischio idrogeologico, è auspicabile che vengano adottate anche misure di salvaguardia non strutturali tramite una corretta programmazione e pianificazione territoriale guidata dalla conoscenza dei processi morfogenetici che governano l’evoluzione del paesaggio. Tale programmazione deve essere realizzata in fase di redazione del piano regolatore generale. Negli ultimi anni da molte parti del mondo politico e scientifico si avverte la necessità di una maggiore responsabilizzazione dei privati cittadini nella corretta localizzazione dei manufatti da inserire nel territorio (introduzione di prescrizioni assicurative).

L’adesione all’Area Tematica “Dissesto idrogeologico” è aperta a soci e non soci che siano interessati a perseguire le seguenti finalità:

condurre ricerche sui quattro aspetti del dissesto idrogeologico sopra sintetizzati, nonché esporne i risultati tramite contributi in convegni e pubblicazioni;
porsi come interlocutori nei confronti della pubblica amministrazione riguardo all’evoluzione normativa sulla pianificazione territoriale in relazione alla pericolosità geomorfologica;
svolgere attività di informazione attraverso seminari nelle scuole.
 
Per adesioni e informazioni:

Luciano Masciocco
Dipartimento di Scienze della Terra - Università di Torino
Via Tommaso Valperga Caluso, 35 - 10125 Torino
tel.: 011-6705112 - cell.: 348-6941575
fax: 011-6705164
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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